Il mondo a rovescio

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Montserrat Gascón

montserrat.jpgTerapeuta, insegnante, infermiera, docente presso la Societé française de Morphopsychologie del dott. Louis Corman e osteopata diplomata à Aix-en-Provence (Francia), Montserrat dà conferenze e corsi in molti Paesi dell’America Latina, dell’Africa e dell’Europa, fra cui l’Italia (per sapere le date dei prossimi corsi in Italia clicca qui). Per vedere Montserrat all'opera in Senegal clicca qui.

Fra le sue molteplici attività, conduce un Centro di Osteopatia Bioenergetica Cellulare in Senegal (Africa), dove cura e insegna la sua «arte» ad operatori locali.
Per maggiori informazioni consulta il suo sito internet (in spagnolo e francese): www.vivalavida.org.

 


Intervista di Ima Sanchís
(LA VANGUARDIA, venerdì 23 novembre 2007)

«La salute, come la vita, è espansione»

Montserrat Gascón, terapeuta, esercita l’osteopatia bioenergetica cellulare

Ho 54 anni. Sono nata e vivo a Granollers, ma viaggio moltissimo tenendo conferenze e corsi. Mi sono diplomata in Infermeria, Osteopatia e Morfopsicologia. Ho tre figli da tre mariti diversi. La mia politica è il fronte di liberazione del pericardio. Credo nella vita.

Che cosa ha capito lavorando in un grande ospedale?

In sei anni come infermiera nel reparto urgenze del Vall d´Hebron (ospedale di Barcellona, n.d.e.), ho capito che non curavamo niente.

...!

Ho scoperto una verità fondamentale: quando le persone stanno bene dal punto di vista emozionale, sono sane, mentre i problemi affettivi si traducono in malattie psicosomatiche. Credevo di capire perché ci ammaliamo e così ho deciso di studiare Medicina. Ma al quarto esame mi sono bloccata.

Che cosa è successo?


Un divorzio dolorosissimo mi ha indotto ad abbandonare tutto e ad andarmene con mio figlio di 3 anni in Africa: in Tunisia, in Algeria e infine in Mali; cercavo di vivere in pace. In quelle difficili circostanze mi sono resa conto che quando io avevo paura o mi deprimevo, mio figlio si ammalava.

Un postaccio per ammalarsi.

Dato che non c’erano ospedali, quando aveva febbre o diarrea restavamo insieme a letto a cantare, giocare e ridere finché il male passava. Così ho imparato a connettermi con la mia forza interiore. Ho potuto verificare che la salute di mio figlio era in relazione con il suo stato emotivo.

Dice di aver verificato?

Quando ero ancora con suo padre, che è medico, quell’ambiente di discussioni, litigi e perfino di violenza fisica faceva ammalare mio figlio, che soffriva continuamente di diarrea e bronchiti.

Continuiamo con la sua ricerca...


Due anni dopo andai in Venezuela, dove mi sono risposata e ho avuto il mio secondo figlio, ma anche questa volta ho divorziato; volevo continuare a studiare e mi sono recata a Parigi, dove mi sono diplomata in Morfopsicología, lo studio del carattere attraverso il volto.

E lì si è di nuovo sposata?

Sì, e ho avuto il terzo figlio. Tutt’e tre mi hanno insegnato molte cose: Oriol, ad ascoltare il mio cuore, perché la sua cattiva salute era il riflesso del mio stress, e per amor suo ho abbandonato tutto. Marc ha avuto una grave reazione post-vaccinale e ha dovuto essere ricoverato in terapia intensiva; questo mi ha fatto scoprire le medicine naturali.

Capisco.

Nina è nata con un piede storto; per curarla, ho scoperto l’osteopatia, che per me significa sentire come fluisce la vita attraverso il corpo e dove si blocca. Nel mio apprendistato, ha svolto un ruolo importante anche la mia sorella minore, Marta, a cui, a 4 anni, avevano erroneamente diagnosticato la malattia di Recklinghausen.

In che cosa consisteva?


Aveva convulsioni e ogni giorno doveva prendere cinque antiepilettici diversi, era ridotta a un vegetale. L’ho portata a vivere con me; certo, è stato difficile ma siamo riusciti a sostituire i trattamenti chimici con la medicina naturale e lei ha recuperato la gioia di vivere.

Come è giunta al pericardio?

Nella mia pratica quotidiana di osteopata avevo constatato che molti dei miei pazienti con patologie delle membra superiori (tendiniti, nevralgie alla spalla, alle braccia, al gomito, al polso, alla mano) avevano il pericardio in lesione osteopatica, con una mobilità ristretta.

Avevano il cuore contratto?


Esatto. Per la mia tesi di laurea ho scelto il pericardio – la membrana che avvolge, sostiene e protegge il cuore – e man mano che andavo avanti ho capito che è il centro della nostra salute.

Mi spieghi perché.

Di fronte a un trauma emotivo, il pericardio, esattamente come la cellula, reagisce ritraendosi per proteggersi, il che provoca l’accorciamento di uno o più legamenti che ne assicurano il fissaggio.

E questo ha ripercussioni dirette sugli organi?

Sì, anche sulle ghiandole, i vasi, i nervi, le membrane, i muscoli, le ossa e altri elementi vicini o lontani.

Allora le emozioni vanno direttamente al cuore?

Finora ci hanno raccontato che l’impatto emotivo entra, attraverso i cinque sensi, direttamente nel cervello da dove passa al resto del corpo. La mia teoria è che l’impatto lo riceve il pericardio e che da lì passa, attraverso il ganglio stellato, al sistema nervoso centrale.

Ma non è una sorta di corazza preparata agli impatti?

La ritrazione adattativa del pericardio si somma ad altre più vecchie e non risolte delle quali il pericardio conserva memoria (lo stesso vale per la membrana cellulare). Più si invecchia o si subiscono situazioni emotive difficili, più duro e ritratto è il pericardio. La salute, come la vita, è espansione.

Qual è la sintomatologia?

La maggioranza delle malattie è di tipo funzionale (senza causa fisica apparente). I disturbi funzionali cardiovascolari, digestivi, respiratori, muscolo-scheletrici, ormonali, immunitari, linfatici... sono la conseguenza di un pericardio contratto. Ridando espansione al pericardio è possibile connettere l’anima con il corpo.

L’anima?

L’anima è, appunto, ciò che anima il corpo, è l’energia vitale che deve fluire dall’interno verso l’esterno.

Qual è la pratica?

Liberare il pericardio. Con le mie mani riarmonizzo il corpo, cerco i blocchi e li sciolgo. La ritrazione dei tessuti conduce alla lesione, e l’espansione alla liberazione.

Qual è il risultato?

È un riassestamento a livello fisico, muscolo-scheletrico, viscerale, metabolico, emozionale e spirituale. Quando si libera il pericardio si modifica, attraverso il sistema neurovegetativo, il cervello e il modo di pensare.

Questo virus...
Quando mi siedo di fronte a questa donna entusiasta e piena di vita, ho male dappertutto, a cominciare dalle cervicali. “Scusa – mi dice – ti spiace stenderti sul pavimento?”. E comincia a massaggiarmi e a farmi balzare il cuore nel petto. Mi rialzo come nuova.
Terapeuta con 30 anni di esperienza, ha nel sangue il virus della ricerca. Ha iniziato come infermiera e ora dà conferenze nelle università di mezzo mondo su come le emozioni, soprattutto la paura, bloccano il nostro pericardio (sostegno e protezione del cuore), provocando ogni genere di malattie.

La sua teoria è spiegata in un libro didattico, ¡Viva el pericardio libre!, e la sua pratica consiste nel ridare espansione al pericardio.

Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Marzo 2010 22:32  

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